Rinnovata la collaborazione con l’OMS

Filippo Amore

Per il terzo triennio consecutivo il Polo Nazionale Ipovisione è un punto di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel campo della riabilitazione visiva.

Dal maggio 2020 al maggio 2023 il Polo Nazionale Ipovisione e Riabilitazione visiva del Gemelli di Roma sarà al fianco dell’OMS con due compiti distinti: fissare i parametri standard per valutare la qualità delle cure visive nei diversi paesi del mondo e condurre uno studio sul beneficio della riabilitazione visiva nei pazienti anziani con degenerazione cognitiva. 

“Entrambi sono ambiti ancora da indagare e il Polo, in qualità di Collaborating Centre dell’OMS, aprirà la strada – spiega il Direttore Filippo Amore. Per quanto riguarda i parametri di valutazione forniremo uno nuovo strumento all’Organizzazione: un set di parametri che l’OMS richiederà, poi, agli Stati membri per valutare in maniera coerente lo stato delle cure visive nel mondo”. Il secondo ambito riguarda i possibili benefici della riabilitazione visiva nei soggetti anziani affetti da declino cognitivo. Se, infatti, la relazione tra deficit sensoriale (ipovisione/sordità) e declino cognitivo è ben documentata, non esiste prova del beneficio che la riabilitazione sensoriale può apportare nel ridurre, bloccare o invertire il declino stesso. “Questo – spiega Amore – è un elemento importante da dimostrare per asserire – come siamo convinti – che la riabilitazione sia una parte integrante delle terapie e meriti di essere potenziata in diversi percorsi di cura”.

Il Polo Nazionale, ospitato all’interno del Policlinico Gemelli di Roma, non è nuovo alla collaborazione con l’OMS.

Quello che si apre è, infatti, il terzo triennio consecutivo durante il quale l’organizzazione della Nazioni Unite riconoscerà all’ente italiano un ruolo guida. 

“È un risultato importante – spiega Filippo Amore – una conferma del buon lavoro svolto finora nel fissare, tra le altre ‘missioni’ affidateci dall’OMS, gli standard internazionali per la riabilitazioni visiva e il percorso formativo (sempre a livello internazionale) per i professionisti sanitari che ne intraprenderanno l’erogazione”.

“Questo riconoscimento non è, però, un traguardo, ma un incentivo – sottolinea il Direttore. Il Polo Nazionale Ipovisione ha un ruolo guida nel campo della riabilitazione visiva, sia in Italia che nel mondo e questo ruolo comporta delle precise responsabilità. La prima è quella di continuare la ricerca, unendo l’erogazione della riabilitazione visiva allo studio su come migliorarla, preparando, nel contempo, i pazienti per essere presi in carico nei centri specializzati sul territorio. Il secondo compito è quello di portare l’attenzione della cittadinanza e dei decisori all’importanza della riabilitazione stessa e agli scarsi mezzi dei quali può disporre attualmente in Italia”. 

“Il Polo Nazionale è, infatti, un’isola fortunata perché ha la possibilità di riunire competenze multidisciplinari di psicologi, oculisti, ortottisti, etc. In questo modo è possibile accompagnare il paziente nell’accettare la condizione di ipovisione e nel riconquistare autonomia e libertà anche quando chirurgia e farmaci non possono intervenire ulteriormente. Il messaggio fondamentale che lanciamo è: la riabilitazione è parte integrante delle cure assieme alle prevenzione e alle terapie. È uno strumento fondamentale per i pazienti che hanno perso una quota importante di vista e un’occasione concreta di migliorare la loro qualità di vita anche quando la loro condizione di ipovedenti è irreversibile. Per questo è importante si sviluppi una rete di centri di riabilitazione in tutta Italia con personale specializzato e multidisciplinare. Con il Polo l’Italia ha fissato il gold standard internazionale in questo campo, ma ha bisogno di grandi investimenti e formazione per rendere la riabilitazione accessibile su tutto il territorio nazionale”.